Una riflessione sul contributo formativo dei periodici per la gioventù in una fase particolarmente delicata della vita nazionale italiana: quella fra fascismo e Repubblica è stato proposto durante il convegno “Educare i giovani italiani” che si è svolto in Cattolica venerdì 4 maggio. Tali periodici, pensiamo al “Balilla”, al “Corriere dei piccoli”, al “Vittorioso”, al “Pioniere” hanno concorso in maniera significativa a veicolare “modelli” di formazione della coscienza giovanile secondo una pluralità di orientamenti culturali e ideologici.
Servizio a cura di Gaia Righetti e Silvia Mazzetti.




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