50 anni di nucleare: rischi e opportunità

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50 anni di nucleare: rischi e opportunità

Quali sono i rischi e le opportunità del nucleare? È questo l’interrogativo a cui hanno tentato di rispondere il prof. Antonio Ballarin Denti e il dott. Emanuele Cavaliere alla conferenza che si è tenuta giovedì 24 marzo all’Università Cattolica.

Grafici, statistiche, diapositive e concetti chiari: ecco cosa ha reso interessante ed accessibile la conferenza, coordinata da Claudio Venturelli, caposervizio del Giornale di Brescia.

Servizio: a cura di Francesca Perego e Silvia Mazzetti.

Una Risposta a “50 anni di nucleare: rischi e opportunità”

  1. frederick dice:

    se fossimo tutti poveri di opinioni “personali” e pieni di “leggerezza” come la terza ragazza intervistata, il nucleare in italia sarebbe un fatto.

    c’è bisogno di andare oltre ciò che ci viene detto e non smettere di credere nelle proprie idee, seppur visto con occhi da poco intenditore il mondo è nostro e tutti noi siamo in qualche misura consapevoli di ciò che è giusto e ciò che non lo è.

    2 articoli, solo due, li ho in mente da quando li lessi, tornano alla ribalta nei momenti in cui l’irrazionalità umana si manifesta troppo morbosamente,

    se si coprisse di pannelli fotovoltaici solo metà del deserto sahariano, si darebbe energia elettrica a tutto il mondo….non ricordo le parole esatte, magari era tutto il sahara però ti invito a rileggerlo e a farti l’idea…

    dei tecnici in un università (una di quelle che fanno sempre inutili test per scoprire cose inutili che vengono poi raccontate in radio da qualche speaker tra una canzone e l’altra) hanno sviluppato un congegno che inserito in una palla da calcio accumula energia mentre questa viene presa a calci….aaah quindi mi stai dicendo che quelli dell’enel che mi volevano far credere che sviluppare energie senza il loro petrolio è impossibile, forse non dicevano proprio proprio la verità, aah ecco…

    ti ho dato due articoli, poi mi si può anche fare il ragionamento della crescita esponenziale a livello demografico che porta con se la crescita esponenziale della richiesta di energie e qui arrivare al: “le rinnovabili non consentirebbero ciò″
    balle! te l’ho appena citato l’articolo o no?!
    allora dai incentivi, sfrutta il sole, il vento l’acqua e il calore della terra, sai quanta co2 in meno nell’aria? sai quanto benessere psicofisico? sai quanti posti di lavoro?

    la conoscenza ci rende liberi ma noi rimaniamo nel buio dei discorsi delle stesse tre o quattro ‘autorità‘delle quali poi ci lamentiamo

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